L’Aquila,
29 Agosto, 1294
Era una
calda giornata di fine Agosto, con il sole che riscaldava e rischiarava
l’imponente facciata della basilica di Santa Maria Maggiore di Collemaggio. Il
cuore di Pietro batteva all’impazzata. Mai e poi mai avrebbe anche solo
lontanamente immaginato che il 5 Luglio precedente, in quel di Perugia, un
conclave durato più di due anni avrebbe scelto proprio lui, Pietro del Morrone,
un eremita che da circa 50 anni predicava sulle amate montagne d’Abruzzo, per
diventare il centonovantaduesimo Papa di Santa Romana Chiesa col nome di
Celestino V. La commozione, mista al sacro timore che l’altissima carica
incuteva, riempiva la sua anima nel momento stesso in cui veniva incoronato
Papa; e tuttavia quella commozione si univa alla gioia di salire sul soglio
pontificio proprio lì, nella sua chiesa, la basilica di Santa Maria di
Collemaggio, la chiesa che Pietro stesso aveva, con grande tenacia, voluto far
costruire al suo ritorno da un’importante missione a Lione.
In quel
momento, fra i mille pensieri che affollavano la sua mente, non si annidava
ancora quello che lo avrebbe fatto diventare uno dei personaggi più misteriosi
e controversi della intera storia della chiesa Cattolica: il gran rifiuto che
lo avrebbe portato a dimettersi dal suo incarico solo pochi mesi dopo quel 29
Agosto così straordinario. Ma ancora più lontano sembrava un’altra idea, il
pensiero di dover lasciare la sua vita terrena. Non che Pietro non ci pensasse;
aveva superato gli 80 anni che, a quel tempo, era un’età certamente molto
avanzata. Ma di certo non avrebbe mai immaginato che la sua dipartita potesse
avvenire in maniera così strana, così misteriosa, tanto da suscitare
perplessità, interrogativi e più di qualche dubbio secoli dopo.
Chi era
veramente Pietro del Morrone? Chi era Papa Celestino V? Perché il gesto del
“gran rifiuto”? A questi interrogativi se ne aggiunsero tanti altri nella mente
di una giovane donna dopo il ritrovamento, uno fra tutti: cosa aveva a che fare
Pietro del Morrone con i cavalieri Templari?
Più di
700 anni dopo la morte di Celestino V, una storia complessa, intricata,
ambigua, diventò di colpo una montagna da scalare nell’animo e nella mente di
Maria Chiara.
Monetti Editore promuove la cultura dando voce ad autrici e autori che esplorano le profondità dell'animo umano e le complessità del nostro tempo, offrendo uno spazio editoriale a nuove idee, emozioni e riflessioni sociali.
TRIONFO ASSOLUTO PER PINO SOZIO: È LUI IL VINCITORE DEL PRIMO POSTO A CASA SANREMO WRITERS 2026.
La Monetti Editore celebra il suo CAMPIONE e lo strepitoso successo del tris d'oro:
Francesca De Sio, Mary Mulazzani, Lucia Nardi.
La 76ª edizione del Festival di Sanremo non è stata solo musica. Sul palcoscenico parallelo ma altrettanto prestigioso di Casa Sanremo Writers, la letteratura ha trovato la sua voce più autentica e potente, e quella voce porta il marchio indelebile della Monetti Editore.
È con immenso orgoglio che celebriamo un trionfo che va ben oltre la semplice vittoria. È il trionfo della narrazione di qualità, della passione trasformata in arte e di un talento cristallino che ha saputo emettere il fiato sul collo di centinaia di concorrenti per imporsi come il migliore. Stiamo parlando di Pino Sozio, il vincitore assoluto del Concorso letterario Casa Sanremo Writers 2026 nella sezione opere edite.
Il Genio di Pino Sozio: Una Vittoria Annunciata
Pino Sozio non è semplicemente un vincitore; è un narratore nell’anima, uno di quelli capaci di scolpire le parole sulla carta e trasformarle in emozioni vive. In un mare di candidature, la sua scrittura ha agito come un faro: potente, riconoscibile, inconfondibile. La giuria del concorso non ha potuto fare a meno di inchinarsi di fronte alla sua maestria, decretando un meritatissimo PRIMO POSTO che lo incorona come la rivelazione letteraria di questo Sanremo 2026.
La sua opera non è solo un libro, ma un’esperienza che travolge il lettore, trascinandolo in un vortice di pathos e introspezione. Con una prosa cesellata alla perfezione e una capacità unica di scandagliare l’animo umano, Sozio ha dimostrato di possedere quel quid in più che distingue un bravo scrittore da un fuoriclasse. La sua vittoria è il giusto riconoscimento a un talento puro che oggi brilla più che mai, portando alta la bandiera della Monetti Editore sul palco più famoso d’Italia.
Il "Tris d'Oro" che ha incantato il Salotto Culturale
Ma la soddisfazione per la Monetti Editore si moltiplica e diventa un coro di elogi. Se Pino Sozio ha conquistato la vetta, un terzetto di autrici d’eccezione ha letteralmente incendiato il Salotto Culturale di Casa Sanremo, dimostrando che la casa editrice è un vero e proprio vivaio di stelle.
Pur non essendo giunte in finale, la loro presenza è stata tutt’altro che di contorno. Anzi, ha rappresentato il cuore pulsante della rassegna. Parliamo di un tris d’oro composto da Francesca De Sio, Mary Mulazzani e Lucia Nardi, tre voci, tre anime, tre modi diversi di fare letteratura che hanno lasciato un’impronta indelebile.
· Francesca De Sio ha letteralmente stregato il pubblico con la profondità della sua opera. La sua scrittura, sensibile e raffinata, ha saputo catturare l’attenzione di critica e addetti ai lavori, trasformando ogni sua parola in un dipinto di emozioni.
· Mary Mulazzani ha portato in scena una scrittura autentica e viscerale. La sua potenza narrativa ha rotto gli schemi del convenzionale, regalando momenti di altissima letteratura, capaci di scuotere le coscienze e lasciare il segno.
· Lucia Nardi ha incantato per originalità. La sua voce narrante, fresca e innovativa, si è imposta come una delle più interessanti del panorama. La sua capacità di emozionare ha reso ogni suo intervento un piccolo gioiello, arricchendo il dibattito culturale con spunti di rara intensità.
La Monetti Editore: Una Fucina di Talenti sul Palco Nazionale
Questo straordinario risultato collettivo non è un caso, ma la conferma di un progetto editoriale solido e visionario. La Monetti Editore si conferma non solo come un marchio di qualità, ma come una famiglia che coltiva e valorizza il talento, portandolo a brillare sotto i riflettori nazionali.
A Pino Sozio, per la sua vittoria strepitosa che lo consacra tra i grandi; a Francesca, Mary e Lucia, per aver dimostrato che il talento non ha bisogno di classifiche per imporsi e che la loro arte ha già un posto d'onore nel cuore del pubblico e della critica: va il ringraziamento più sincero e commosso.
Avete onorato la letteratura, avete onorato la nostra casa editrice e ci avete regalato l’emozione più grande: vedere le vostre storie volare alto, illuminando la Riviera dei Fiori. Siete la prova vivente che la passione per la scrittura può valicare ogni confine.
Grazie di cuore, e che questo sia solo l'inizio di un viaggio ancora più straordinario!
Salvatore Monetti





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