Posso scrollarmi di dosso tutto mentre scrivo; i miei dolori scompaiono, il mio coraggio rinasce.
(Anne Frank)
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Qui
la notte non è fatta per dormire, ma per essere vivificata da un’anima che
espande la sua luce in una notte intima e solitaria:
…dove sei amore sognato
Le mie labbra morbide
di attesa si posano
fra i tuoi capelli e il tuo cuore.
Lo
scorrere del pensiero attraversa emozioni profonde, nascoste tra le pieghe
dell’impulso amoroso, si ha l’idea di entrare
in qualche cosa di delicatamente spirituale e universale, è la gioia dei sensi
che primeggia, che celebra sogni lusinghieri
di amanti che colgono latenti desideri:
Poso il mio pensiero
sulle tue labbra...
Senti il suo sapore?
Senti il suo profumo?
Il mio pensiero non si ferma...
Un
amore tormentato, una tempesta di passione, un desiderio in costante movimento
che spinge l’Autrice ad esprimere il fuoco che le arde dentro:
I miei baci e
le mie carezze
sul tuo corpo
saranno dolce estasi
d'amore.
La
sua è una passione sensuale, spalmata di una
spiritualità profonda che le regalano momenti di piacere naturale, trasformati
e sublimati dallo stupore di cui lei stessa nella purezza del suo cuore si
meraviglia; senza incorrere nel blasfemo, riporta all’estasi di S. Teresa, dove
il dardo infuocato trafigge più volte il cuore delle mistica e lei si lascia
bruciare dal grande amore. In questa altalena di sentimenti si afferma lei,
Igea Arnao, donna sensuale e seducente come l’innocen-za di un’infante,
penetrata nel cuore della passione e, in estasi, ne rimane sopraffatta:
Mi avvicino al tuo cuore
al calore del tuo respiro
Siamo fiamma che arde
Siamo seme e pane
fame che divora
Siamo corpi aggrovigliati
nell'eternità di un attimo d'amore.
Il
viaggio continua, attraverso un indefinito
desiderio che è un inno alla saggezza dell’anima, alla maturità del
sentimento puro e terso come la rugiada del mattino sulle corolle:
L'alba rimane fuori
dalla finestra.
Può aspettare ad entrare ...
Non disturbi la
nostra urgenza d'amore.
Le
emozioni della poetessa sono un turbinio di emozioni, forti, pregne di vita e
di passione, creano una magia, che immette nelle alte sfere della poesia, dove
la sua anima, mai appagata, rincorre l’amore, quello vero, unico, travolgente,
irruento, irresistibile, totalizzante. Il lettore è trascinato dentro la lirica e dentro ciò che la regola: il movimento, l’emozione, il
sentimento, il piacere:
Ci sono notti
in cui ti cerco
fra le lenzuola stropicciate
Poi m’immagino accanto a te
E non so dire
dove stia il vero o il sogno.
La
gioia, la quiete, la notte e l’alba sembrano indurre a una ricerca continua. Si
ha l’impressione che, incontrandosi, raggiungendosi, sperimentando la propria
vicinanza, continuino incessantemente
a tendere a qualcosa: alla chiamata che sovrasta il contenuto del
momento e oltrepassa i limiti dell’eros riletti nelle parole del mutuo
“linguaggio del corpo”. Questa ricerca ha la sua dimensione interiore: “il
cuore veglia” perfino nel sonno. Questa aspirazione nata dall’amore sulla base
del “linguaggio del corpo” è una ricerca del bello integrale, della purezza
libera da ogni macchia: è una ricerca di perfezione che contiene, direi, la
sintesi della bellezza umana, bellezza dell’anima e del corpo:
….e penso di baciarti
di sentirti […]
Ti penso così
mia luce di vita
mio cielo
mio respiro.
Un
bacio inebriante, due bocche che si cercano per fondere insieme lo stesso
respiro che culmina nell’invito nel quale la poetessa incoraggia il suo amato a
cercare il suo corpo in un desiderio sensuale, desiderio che scaturisce dal
cuore di “lei” non in un bacio effimero, ma in un bacio che è il respiro della
persona innamorata, è la sua stessa vita.
L’incontro
è incantevole e vibrante di amore, un incontro cercato e vissuto nella scoperta
reciproca, nell’abbraccio profondo, nel trionfo della vita. L’eros si trasforma in Agape, gli amanti contemplano, si
conoscono, esprimono una comunione così profonda, intensa, totale, infinito.
E,
dunque, lavati i sensi, purificata la mente, traghettati con il cuore tremante
dall’autrice attraversiamo il mare della sensualità, toccando la terra
dell’amore per assaporare la bellezza virtuosa, sapiente, mistica che Igea dona
all’umanità.
Il
mio ringraziamento a Igea Arnao, che nella poesia dona, a quanti leggeranno,
brividi di emozione, quegli stessi che ho provato io immedesimandomi nei suoi
versi.
Un plauso al maestro Federico Ferratello che ha saputo attraverso l'immensità della sua
creatività leggere nell’anima della poetessa che crea, nella totalità del suo estro, una scena
piena di emozione e spiritualità che affiora all'occhio di chi guarda, nel
tentativo di svelarne l’enigma dell’amore
velato in quest’opera.
Salvatore
Monetti