Posso scrollarmi di dosso tutto mentre scrivo; i miei dolori scompaiono, il mio coraggio rinasce.
(Anne Frank)
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“Tra
le scoperte prodigiose che andavo facendo nella mia nuova città che
stava diventando Marsiglia, quella che mi rivelò tutto un mondo inaspettato e
che mi dischiuse altri mondi dentro cui le persone che poco alla volta mi
capitava di incontrare mi accompagnavano per farne la conoscenza, quella fu la
Libreria internazionale, La Grande libreria internazionale che, nel cuore di
Marsiglia, aveva da poco aperto i suoi battenti alla città...”
È
da qui, da questo posto ricco di mescolanze culturali, che immediatamente
sembra richiamare chiunque voglia trovare un intermezzo sereno ai propri
affanni e specchiarsi nella serenità di chi gli è intorno, è da qui che il
racconto prende le mosse per dipanarsi nel mondo nuovo di una città nuova dove
realtà inesplorate, luoghi e persone incontrate, lambiscono e in certi casi
percorrono profondamente l'universo del narratore, che viene così condotto
dentro una dimensione, tante volte immaginata e ancor di più desiderata, di
affetti e di amori.
Il
passaggio da una vita intera trascorsa a Napoli a una nuova città, porta il
protagonista - un uomo giunto alla soglia di una stanca vecchiaia - alla
scoperta di un nuovo orizzonte umano, al tentativo di superare quello sradicamento
insito in ogni condizione migratoria (anche se volontaria), al bisogno di
legami, alla rinascita. Ecco allora che gli incontri con Anne-Sophie, Annie,
Paulette, Christiane, e ancora con Marie-Claude e Giulio, con Sebastiana e
Danilo e tanti altri, disegnano una specie di topografia sentimentale, dove
sono le relazioni che svelano i luoghi, che a loro volta acquistano senso
proprio perché abitati, attraversati, condivisi da una relazione. E lo sguardo
che accompagna il racconto, inquieto ma curioso, si tinge di nostalgia, ma si
dice disponibile al futuro.