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Posso scrollarmi di dosso tutto mentre scrivo; i miei dolori scompaiono, il mio coraggio rinasce.
(Anne Frank)


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IL PITTORE DI POSTIGLIONE - Pag. 124 27094-375305-1734740

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IL PITTORE DI POSTIGLIONE

tra i maggiori artisti del'900

del classicismo e realismo napoletano


Quando
il maestro Pasquale Caputo, in arte Pericle Sarti mi ha chiesto mi pubblicare
un libro autobiografico ne sono rimasto entusiasta. Il maestro mi ha consegnato
un’infinità di documenti che vanno dal 1955 al 2021. Articoli di giornale,
recensioni, locandine di mostre e valutazioni di grande rilevanza, sono
testimonianze di sessantacinque anni di carriera
artistica. Per me è diventata un’impresa scegliere cosa pubblicare, ma
alla fine ho deciso di pubblicare una sorta di compendio della vita artistica
di Pericle Sarti. Ho voluto inserire all’interno del libro l’anima dell’artista
e l’essenza delle sue opere. Pericle Sarti l’ho conosciuto a un’estemporanea
di pittura a Postiglione, il suo paese di origine, mi ha subito colpito la sua personalità,
un uomo saggio, il suo parlare composto e senza mai alterare il tono, ogni
parola pronunciata aveva un senso, un significato, si percepiva linfa vitale
nelle sue parole.  Pericle Sarti è tra i più
grandi artisti del ’900, del realismo napoletano, i suoi dipinti sono di una
bellezza artistica unica, ha avuto la capacità di riversare su tela tutto
l’amore e l’affetto per la sua gente e la sua terra, ha dipinto volti scavati e
segnanti dal tempo, figure vive che sono entrate a far parte della sua vita e
della sua pittura. Una pittura fatta di contorni netti e decisi, tinte che si
distendono su tela e fanno comprendere quanto grande sia il senso del colore
nell’artista, che ne sa modulare con padronanza le sfumature e le differenti tonalità
così nei singoli elementi come nelle scene. Pericle ha posto la sua attenzione
sui personaggi umili come lavoratori e contadini e su episodi della vita di
tutti i giorni. La sua è un’esperienza emozionale e spirituale della realtà.
Dipinge ciò che sente. In alcuni murales dipinti a
grandezza naturale, si riconoscono persone reali che vivevano nel paese
natale del pittore, per esempio “La fiera” è un dipinto che si trova
nell’aula consiliare del comune di Postiglione, Pericle raffigura la realtà
così com’era. Lo stile pittorico è sobrio ma deciso, fatto di colori terrosi e
forme piene, orientato verso una riproduzione schietta e spontanea della
realtà, esaltando la dignità della classe sociale dei contadini. Il suo interesse
principale è stato sempre quello di cogliere e fissare l’atmosfera e gli eventi
attuali. La sua pittura ha affascinato nel corso degli anni vari personaggi che
in lui hanno riconosciuto un talento artistico
innato, ha partecipato a prestigiose mostre collettive ed  stato invitato ad esporre in varie città delle
penisola italiana, a Parigi, Amsterdam e New York. All’età di 93 anni Pericle Sarti
ancora dipinge la sua terra e la sua gente, con delicatezza e accuratezza i
ricordi sono sempre vivi della vita dell’artista e grazie alle sue opere si
riesce a vivere quel particolare istante impresso nella sua mente, che
magicamente ci trasporta in un’epoca che può essere testimoniata solo
attraverso l’arte poetica di Pericle Sarti. Questo libro non è solo un argomento
di riflessione e ricerca, ma una testimonianza che fa parte della memoria e la
storia di un paese e di una cultura contadina ormai scomparsa.        
        Salvatore
Monetti

 






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