Voglio
raccontarvi di un libro speciale. Sai quella sensazione quando incontri
qualcuno che invece di farti la predica, ti prende per mano e cammina insieme a
te? Ecco, questo libro fa esattamente così.
Prima di
tutto, devo svelarvi una curiosità che sembra un gioco del destino. L'autore di
questo libro si chiama Salvatore Monetti. Proprio così, come me. Quando ho
ricevuto il manoscritto e ho visto quel nome, ho sorriso. Ma voglio dirvi
subito una cosa importante: sono due persone diverse. Io sono l'editore che ha
avuto la fortuna di incontrare questo progetto, lui è la mente brillante che
l'ha creato. Il merito è tutto suo - l'intuizione, la competenza, la passione
che sentirete vibrare in ogni pagina vengono da Salvatore Monetti autore. Io ho
semplicemente avuto l'intelligenza di riconoscere il suo talento.
Tutto nasce da
una frase che a Salvatore rimbomba nella testa da tempo: “È tutta questione di
prompt”. Non è uno slogan, è una verità che ha toccato con mano. Mentre lavorava
con docenti, imprenditori e studenti, si accorgeva che in aula tutto
funzionava, ma poi arrivavano i messaggi serali: "A casa non mi
riesce", "Perché non ottengo gli stessi risultati?". E lui ha
capito: non servono altre lezioni, serve qualcosa che resti acceso nel cuore e
nella mente quando si è soli con lo schermo.
Lasciatemelo
dire chiaramente: questo non è il solito manuale di intelligenza artificiale.
Non troverai formule magiche da imparare a memoria, né tecnicalità
incomprensibili. Non è il diario di un genio dei computer che vuole
impressionarti. È qualcosa di completamente diverso.
È come sedersi
a un tavolo con un amico che sa il fatto suo e ti spiega le cose con pazienza.
È un libro che si legge come un romanzo, ma che poi diventa la tua cassetta
degli attrezzi quotidiana. Pratico, onesto, diretto. Ti aiuta a capire che l'AI
non è una magia: se le parli in modo confuso, lei ti risponderà in modo
confuso. Ma se impari il linguaggio giusto, diventa un'alleata straordinaria.
A chi
regalarlo? A tutti quelli che vogliono capire davvero, non solo cliccare
compulsivamente. Ai professori che vogliono portare la tecnologia in classe
senza tradire il loro metodo. Agli imprenditori che vogliono risultati
concreti. A chi crea, scrive, comunica. E soprattutto a chi è stanco delle
promesse vuote e cerca strumenti veri, che funzionano nella vita di tutti i
giorni.
Tra queste
pagine troverai storie vere, esempi concreti, una "grammatica"
semplice per dialogare con l'AI e anche qualche risata. Non troverai screenshot
che diventano vecchi in un mese, né la solita illusione che l'intelligenza
artificiale farà tutto al posto tuo. Anzi, scoprirai che quando qualcosa non
funziona, spesso il problema è nella domanda che abbiamo fatto. E non è un
fallimento: è un'opportunità per imparare.
L'autore ti
propone un patto semplice: lui ti spiega le cose con chiarezza, tu non ti
limiti a leggere. Provi, sperimenti, sbagli, ci riprovi. Perché il vero sapere
non è fragile - è curioso, vitale, si nutre di pratica.
La promessa?
Che dopo aver letto questo libro, non solo chiederai di più all'AI, ma
comincerai a chiedere di più a te stesso e agli altri.
La rivelazione? Che spesso il problema non è "non so usare la
tecnologia", ma "non so davvero cosa voglio ottenere". E
ammetterlo non è una sconfitta, è il primo passo verso la libertà.
Se cerchi la
bacchetta magica, lascia perdere. Ma se vuoi passare dal balbettare "dammi
qualcosa" al dire con sicurezza "ecco esattamente cosa voglio e
perché", allora questo libro fa per te. Perché alla fine, è davvero tutta
questione di prompt. E imparare a formulare bene le tue richieste non ti farà
solo risparmiare tempo: accenderà in te la voglia di provare, di creare, di
migliorare.
E qui devo
fare i miei complimenti a Salvatore Monetti autore: ha scritto un libro non
solo utile, ma necessario. Ha trasformato la sua esperienza in un percorso
accessibile a tutti, con una chiarezza e una generosità che raramente si
incontrano. Questo non è solo un libro sull'AI - è un libro sul valore delle
domande giuste, sulla bellezza di capire davvero, sul coraggio di non
accontentarsi delle risposte facili.
Un lavoro che
onora quel nome che condividiamo, e che parla al cuore di tutti quelli che
credono che la tecnologia debba essere al servizio delle persone, e non il
contrario.
L’editore, Salvatore
Monetti.
Monetti Editore promuove la cultura dando voce ad autrici e autori che esplorano le profondità dell'animo umano e le complessità del nostro tempo, offrendo uno spazio editoriale a nuove idee, emozioni e riflessioni sociali.
LIBRO DELLA SETTIMANA
RADICES
PONTI SOTTILI TRA GENERAZIONI
di DIEGO ALBERTI
Le radici invisibili della memoria
Ci sono libri che raccontano il passato e altri che riescono, quasi senza accorgersene, a farlo riaffiorare. Radices – Ponti sottili tra generazioni di Diego Alberti appartiene a questa seconda categoria.
È una raccolta nata dalla memoria, dagli affetti, dai luoghi e dalle persone che hanno lasciato un'impronta nell'esistenza dell'autore. Al centro vi sono soprattutto le radici familiari, e in particolare la figura dei nonni, intesi non soltanto come memoria affettiva, ma come autentica eredità umana: valori, gesti, racconti, insegnamenti destinati a continuare oltre il tempo.
Ma sarebbe riduttivo definire Radices soltanto un libro nostalgico.
La nostalgia, qui, non guarda semplicemente indietro: diventa uno strumento per interrogare il presente. Una canzone, un'automobile, un vecchio luogo, una voce, un'espressione dialettale possono improvvisamente aprire una porta sulla memoria e restituire al lettore qualcosa che credeva dimenticato. In Fivelandia, per esempio, basta il fruscio di un vinile perché il tempo compia il suo incantesimo e riporti per un istante all'infanzia.
La cifra più originale della raccolta è però l'ironia.
Alberti non costruisce una poesia solenne, distante, intenzionalmente celebrativa. Al contrario, mescola il lirico con il quotidiano, il tenero con il grottesco, la memoria con la cultura popolare degli anni Ottanta e Novanta. Lo dichiara egli stesso: la nostalgia deve anche alleggerire, sdrammatizzare, strappare un sorriso e invitare il lettore alla riflessione.
Ed è proprio quando il sorriso sembra prevalere che spesso affiora qualcosa di più profondo.
Un nonno diventa una parte della propria identità.
Un viaggio si trasforma in un archivio sentimentale.
Una casa può diventare improvvisamente fragile.
Il tempo assume la consistenza di una piccola zolletta di felicità.
E l'infanzia, lontanissima, continua a chiamarci.
La lingua contribuisce a questa particolare atmosfera: colloquiale, musicale, talvolta irriverente, capace di passare dal dialetto alla citazione, dal gioco di parole alla riflessione esistenziale. Una lingua che non pretende di essere poetica: lo diventa attraverso ciò che ricorda.
Il titolo finisce così per rivelare il senso più autentico dell'opera. Le radices sono ciò che non vediamo, ma che continua a nutrire ciò che siamo. I ponti fra generazioni sono sottili, quasi invisibili, eppure resistono al tempo.
Forse è proprio questo il piccolo segreto di Radices: mentre Diego Alberti cerca nelle proprie radici le tracce della sua storia, lascia al lettore lo spazio per riconoscere le proprie.
E quando accade, il libro smette di essere soltanto il racconto di qualcun altro.
Diventa memoria condivisa.
Ma per capire fino in fondo dove conducono quei ponti, bisogna attraversarli.
L’editore, Salvatore Monetti

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