MONETTI EDITORE

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POESIA

DI TE MI HA PARLATO IL VENTO Pag. 120 NewCondition 5.00
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DI TE MI HA PARLATO IL VENTO Formato 15x21 NewCondition 5.00
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Igea Arnao ci consegna un messaggio intimo, diretto, e insieme
arcano: ci chiede un atto di sfida e di solitario ardimento analogo a
quello compiuto da lei stessa, quasi una battaglia nel corso della quale
l’avversario decide di rimanere velato. Ogni lettore, critico, può
tentare di raggiungere per approssimazioni il centro mobile di un’opera
poetica che ha la folgorante autonomia di un sogno; e brama di
appropriarsi della norma che gli permetta di individuarne l’origine. Si
compie, così, una sorte enigmaticamente prefigurata dalla stessa Igea
nei versi accecanti di un destino di eterna, elusiva contemporaneità che
nel consenso insinua il dubbio, come se nella poesia ognuno ricercasse
l’Igea del proprio sogno.
O sogno/ regalami la passione/che languida mi prenda/e mi ricopra di fiori/innamorati. Nel
suo poema ci parla di sé in metafore che definiscono una figura
interiore in conflitto con un se stessa che rischia di domarla. Quando,
dopo gli anni della giovinezza, affollati di incontri e di eventi, la
sua vita sembra virare verso il vuoto, nel silenzio apparente dei suoi
giorni essa si riempie di una moltitudine di voci, mentre s
ulla strada/ della passione/ petali di rose/ si disperdono al vento. Igea è regina, ribelle, donna in bianco, prima ancora di sigillare la sua scelta di solitudine consacrata alla poesia. Sui miei passi piove/Piove ancora/Sui miei passi lenti e bagnati.../Piove... Il
suo «io» lirico si frange in una vorticosa molteplicità di sincerità,
di personificazioni, di verità senza tradire mai il patto che lo vincola
al soggetto vivente. Lei stessa sembra spingerci a ricercare, al di là
dei veli e degli schermi, la sua identità mentre ci fornisce una nuova
meta non solo della propria poesia, ma di se stessa poeta: la scrivente
solitaria che, tracciando sul foglio bianco parole per un destinatario
ignoto, gli ricorda come la sua poesia sia scritta nell’attesa
consegnata al tempo, racchiusa in uno spazio sigillato, pienamente
esistente soltanto nel contatto fisico con la mano di chi, tolto il
sigillo, leggerà.Al suo «io» lirico Igea, posseduta dal potere della
lingua, affida la funzione primaria di garante e testimone della nascita
della parola: lo riduce a puro pronome, che può parlare per tutti e per
nessuno, quindi anche per la folla di identità inesplose che il poeta
ospita in sé come visitatori misteriosi di altri mondi.Nella poesia
avviene l'esplosione: l’amore si spacca e i semi delle potenzialità
interiori erompono in una ridda di voci. Così la figura della regina
sancisce in un lessico di corone e diademi, sigilli e gioielli, il rango
supremo conquistato tramite un’esperienza d’amore iniziatico che
coincide con l'esercizio della poesia.
Il giorno muore tra le braccia/della notte/Anch’io
muoio per rivederti/al mattino che nasce e/porta con sé/onirici
pensieri .../ma il tempo sfalda lo specchio/del rimorso/dove annega la
tua immagine…
Sulle pagine si gioca il destino della
lingua, si rinnova il conflitto tra eros e thanatos, si compie l’atto di
conoscenza. E, in questo orizzonte, l’«io» è tanto soggetto quanto
oggetto e campo d'azione; il cosmo si fa magmaticamente presente in
un’inclinazione della luce;
Porta con sé/il mistero/di un brivido di luce/lungo la mia schiena. Un brivido percorre l’anima del lettore e non chiede altro che raggiungere quel sogno che vive nel cuore del poeta e quando sola/guardo al mio domani/ sperduta tra lande/oscure innevate. La
sua vita non sembra vulcanica perché nessuno sospetta la violenza delle
emozioni che la scuotono, la sua dizione poetica obbedisce
all’incantata quiete che precede l’eruzione. Nel corso della sua
sperimentazione Igea giunge a vedere dentro se stessa non solo
un'immagine di aggressività repressa, ma anche un preciso modello di
linguaggio che consenta l'accesso alle energie del profondo, del sogno,
dell'inconscio.
Ti penso e ti voglio/nei pensieri tutti miei./Ti avvolgo in scintille di luci/che danzano con la mia anima/di fuoco. Le immagini aleggiano tra le labbra di fuoco come
un vulcano, conoscono una misteriosa alternanza di suoni e di silenzi
motivati da una interiore necessità; si aprono, veritiere, per poi
esplodere ancora in emozioni vibranti
nella notte profonda/ mentre il respiro dei miei pensieri dà luce/ad una nuova alba. Lo
stesso violento potere di trasformazione possiede, per Igea, la poesia:
come i grandi sommovimenti sismici essa provoca lo sgretolarsi di ogni
punto certo di riferimento e senza regole sprigiona l’amore che come
piccole
gocce di sogno rimbalzano.../si posano sulla pelle nuda/.La
Poesia dizione contratta al limite del comprensibile, diviene
nitidissima se letta e indagata in ogni suo componente, in ogni nesso di
congiunzione volontariamente sensuale e passionale, per intensità e
respiro. Un evento amoroso, inattuabile e pure accaduto – un’esperienza
unica
Le braccia si intrecciano/come i nostri pensieri/Ed io sono qui/con te/per te/in un gioco di vita e di morte./Sempre con te/.Una
vibrazione narrativa, come onde che si rincorrono e si accavallano per
infrangersi contro rive che raccolgono il calore del sole
e il suo fulgore,/mentre/gli occhi si aprono sulla terra/che non muta,/e il mare disperde le sue onde/oltre l'orizzonte./ Senza farsi mai storia compiuta, l’amore si sussegue, di poesia in poesia e senza fretta/attendo che tu/apra gli occhi/e mi doni una nuova alba. Il
sigillo dell'incontro - cintura, diadema, perla o velo bianco, leggero
come un sudario - sancisce un cimento vittorioso perché la lingua che lo
descrive incide, come un coltello, sull’amante lontano:
nella trasparenza/ della luna/mentre/il cielo sopra noi/mi guarda con i tuoi/occhi innamorati. Il
desiderio scuote l’«io» con l'impeto di una forza sconosciuta, non si
estingue ma contagia della sua energia eversiva il sogno, la
rimemorazione e, infine, il pensiero inquietante e nobile: e
ppure ti ho sognato/sul mio corpo steso al sole/baciato dal vento/e da un amore che non muore. La voce che esclama: sento la tua carezza/che lieve ricopre la coscienza/attenta e intrisa di speranza. Nella sua poesia non si spegne quella vista notturna che dirige il movimento verso l'altro. Nell'incontro gli amanti rincorrono l'alba.../...carezza del cuore.../rimangono abbracciati. L’opera
di Igea Arnao mostra una percezione nuova dei suoni della sua poesia.
Lei stessa la suggerisce o la impone nelle sue ricorrenti definizioni
dei suoni della natura, dove le voci incrociate del vento sono
seduzione, sacrilegio, abbandono, sapienza divina, acquisita nella
pratica della propria, unica, vocalità perché dalle sue labbra è uscito
il segreto che
ha il sapore di eternità.




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Monetti Editore promuove la cultura dando voce ad autrici e autori che esplorano le profondità dell'animo umano e le complessità del nostro tempo, offrendo uno spazio editoriale a nuove idee, emozioni e riflessioni sociali.

TRIONFO ASSOLUTO PER PINO SOZIO: È LUI IL VINCITORE DEL PRIMO POSTO A CASA SANREMO WRITERS 2026. 

La Monetti Editore celebra il suo CAMPIONE e lo strepitoso successo del tris d'oro: 

Francesca De Sio, Mary Mulazzani, Lucia Nardi.

La 76ª edizione del Festival di Sanremo non è stata solo musica. Sul palcoscenico parallelo ma altrettanto prestigioso di Casa Sanremo Writers, la letteratura ha trovato la sua voce più autentica e potente, e quella voce porta il marchio indelebile della Monetti Editore.

È con immenso orgoglio che celebriamo un trionfo che va ben oltre la semplice vittoria. È il trionfo della narrazione di qualità, della passione trasformata in arte e di un talento cristallino che ha saputo emettere il fiato sul collo di centinaia di concorrenti per imporsi come il migliore. Stiamo parlando di Pino Sozio, il vincitore assoluto del Concorso letterario Casa Sanremo Writers 2026 nella sezione opere edite.

Il Genio di Pino Sozio: Una Vittoria Annunciata

Pino Sozio non è semplicemente un vincitore; è un narratore nell’anima, uno di quelli capaci di scolpire le parole sulla carta e trasformarle in emozioni vive. In un mare di candidature, la sua scrittura ha agito come un faro: potente, riconoscibile, inconfondibile. La giuria del concorso non ha potuto fare a meno di inchinarsi di fronte alla sua maestria, decretando un meritatissimo PRIMO POSTO che lo incorona come la rivelazione letteraria di questo Sanremo 2026.

La sua opera non è solo un libro, ma un’esperienza che travolge il lettore, trascinandolo in un vortice di pathos e introspezione. Con una prosa cesellata alla perfezione e una capacità unica di scandagliare l’animo umano, Sozio ha dimostrato di possedere quel quid in più che distingue un bravo scrittore da un fuoriclasse. La sua vittoria è il giusto riconoscimento a un talento puro che oggi brilla più che mai, portando alta la bandiera della Monetti Editore sul palco più famoso d’Italia.

Il "Tris d'Oro" che ha incantato il Salotto Culturale

Ma la soddisfazione per la Monetti Editore si moltiplica e diventa un coro di elogi. Se Pino Sozio ha conquistato la vetta, un terzetto di autrici d’eccezione ha letteralmente incendiato il Salotto Culturale di Casa Sanremo, dimostrando che la casa editrice è un vero e proprio vivaio di stelle.

Pur non essendo giunte in finale, la loro presenza è stata tutt’altro che di contorno. Anzi, ha rappresentato il cuore pulsante della rassegna. Parliamo di un tris d’oro composto da Francesca De Sio, Mary Mulazzani e Lucia Nardi, tre voci, tre anime, tre modi diversi di fare letteratura che hanno lasciato un’impronta indelebile.

·         Francesca De Sio ha letteralmente stregato il pubblico con la profondità della sua opera. La sua scrittura, sensibile e raffinata, ha saputo catturare l’attenzione di critica e addetti ai lavori, trasformando ogni sua parola in un dipinto di emozioni.

·         Mary Mulazzani ha portato in scena una scrittura autentica e viscerale. La sua potenza narrativa ha rotto gli schemi del convenzionale, regalando momenti di altissima letteratura, capaci di scuotere le coscienze e lasciare il segno.

·         Lucia Nardi ha incantato per originalità. La sua voce narrante, fresca e innovativa, si è imposta come una delle più interessanti del panorama. La sua capacità di emozionare ha reso ogni suo intervento un piccolo gioiello, arricchendo il dibattito culturale con spunti di rara intensità.

La Monetti Editore: Una Fucina di Talenti sul Palco Nazionale

Questo straordinario risultato collettivo non è un caso, ma la conferma di un progetto editoriale solido e visionario. La Monetti Editore si conferma non solo come un marchio di qualità, ma come una famiglia che coltiva e valorizza il talento, portandolo a brillare sotto i riflettori nazionali.

Pino Sozio, per la sua vittoria strepitosa che lo consacra tra i grandi; a Francesca, Mary e Lucia, per aver dimostrato che il talento non ha bisogno di classifiche per imporsi e che la loro arte ha già un posto d'onore nel cuore del pubblico e della critica: va il ringraziamento più sincero e commosso.

Avete onorato la letteratura, avete onorato la nostra casa editrice e ci avete regalato l’emozione più grande: vedere le vostre storie volare alto, illuminando la Riviera dei Fiori. Siete la prova vivente che la passione per la scrittura può valicare ogni confine.

Grazie di cuore, e che questo sia solo l'inizio di un viaggio ancora più straordinario!

                                                                                                                                                                     Salvatore Monetti

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EVENTI 2026

 

La Casa Editrice Monetti Editore si distingue per la sua costante e qualificata partecipazione a fiere del libro di grande prestigio, come il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Frankfurter Buchmesse di Francoforte, il Festival del Libro di Napoli, Casa Sanremo Writers, consolidando così la propria presenza nel panorama editoriale nazionale e internazionale.

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